Giovedì 15 novembre abbiamo inaugurato “Il cerchio delle mamme e dei papà”, uno spazio di ascolto e confronto per i genitori aperto a tutti anche ai genitori dei bambini non iscritti presso la nostra scuola. Il primo incontro ha avuto ad oggetto l’inserimento al nido.
Durante l’incontro i genitori presenti hanno condiviso la loro personale esperienza di ambientamento al nido, esponendo i loro vissuti emotivi, raccontando con orgoglio e soddisfazione come i loro piccoli con fiducia e determinazione hanno affrontato il nuovo percorso, fidandosi ed affidandosi alle educatrici verso le quali i genitori avevano precedentemente già riposto la loro fiducia; scoprendo come il loro atteggiamento positivo e tranquillo ha rassicurato i bambini che dai genitori hanno preso lo slancio per andare nel mondo.
L’inserimento al nido è uno dei momenti più importanti nella vita di un bambino, rappresenta il suo primo ingresso nel mondo, fuori dal nido familiare e in quanto tale è capace di influenzare tutta la carriera scolastica del bambino se non tutta la sua vita: è proprio in questo delicato passaggio che si determina tutto lo sviluppo psichico, sociale e relazionale futuro del bambino. Proprio per questo è fondamentale la massima competenza, preparazione e responsabilità delle educatrici.

Quando si parla di inserimento al nido bisogna, innanzitutto, sfatare dei falsi miti, che purtroppo sono diventati parte integrante del sentire comune, primo fra tutti: “prima o poi si abitua”, al nido non ci si abitua, al nido ci si ambienta grazie ad un inserimento lento e graduale rispettoso dei tempi del bambino e della sua famiglia. Dunque, la prima regola è che non esistono regole, ossia che ogni bambino è unico e irripetibile, pertanto le modalità di inserimento devono essere tarate e personalizzate sulle reali esigenze del bambino, soprattutto deve essere previsto un tempo per l’inserimento! E ciò è di fondamentale importanza! Nella nostra scuola esiste uno protocollo di base, un protocollo flessibile, pronto ad adattarsi alle esigenze dei singoli bambini.

Altro mito da sfatare riguarda il pianto: “è normale che pianga”, dunque, il pianto è la manifestazione di un disagio, è la prima forma di comunicazione per un bambino. Può succedere che un bambino pianga, anche in questo caso non è la regola, quello che è importante è saper interpretare il tipo di pianto. Esistono diversi tipi di pianto che bisogna saper riconoscerli: il bambino con il pianto esprime un disagio ma non deve contattare il dolore, se un bambino arriva a piangere di dolore significa che il suo pianto non è stato accolto e compreso, pertanto è importante che l’educatrice dia ascolto al pianto, se si manifesta, e faccia da base sicura al bambino, affinché si senta accolto, sostenuto e protetto ed impari a fidarsi del nuovo ambiente e delle nuove figure adulte di riferimento. Contemporaneamente è altrettanto importante per il bambino e la famiglia trovare un ambiente caldo, rassicurante e sereno appositamente predisposto per un ambientamento graduale senza fretta e senza strappi. Può accadere, infine, che durante l’inserimento i bambini incontrino un momento di crisi. Tranquilli, è nel momento di crisi che il bambino trova le risorse psicologiche che ne determineranno lo scatto di evolutivo di crescita. Anche in questo caso l’accento va messo nel come i bambini vengono aiutati e sostenuti ad affrontare i momenti di crisi sia dalla famiglia a casa sia dalle educatrici a scuola; questo determinerà il successo dell’inserimento, il successo di tutta la carriera scolastica del bambino, il benessere psico-sociale-relazionale del bambino.