Halloween è una festa che abbiamo importato dall’America che riempie di colori, dolcetti e scherzetti le strade delle nostre città, Halloween ci ricorda che anche noi abbiamo riti e tradizioni legate al ricordo delle persone care che non ci sono più, percorrendo da Nord a Sud il nostro stivale diverse sono le ritualità: in Lombardia si è soliti lasciare tra la notte del 1 e 2 novembre un vaso di acqua per far dissetare i defunti; in Friuli una candela, dell’acqua e del pane; in Trentino si apparecchia la tavola e si lascia il fuoco acceso, in Liguria si preparano fave e castagne bollite, in Abruzzo oltre al tavolo apparecchiato, si lasciano tanti lumini accesi uno per ogni persona cara che non c’è più, così come era tradizione scavare una zucca e utilizzarla come lanterna. In Sicilia il 2 novembre è una festa dedicata ai bambini, che ricevono dalle anime che non ci sono più doni che trovano la mattina del 2 sotto il letto, si tratta di giochi e dolci.

Halloween ci ricorda, inoltre, che si può parlare di morte ai bambini, che si possono ricordare e onorare le persone care che ci hanno lasciato, qualche anno fa Disney Pixar ci ha offerto una bella storia animata sul “El Dia de Muertos” , il giorno dei morti, il film in questione è Coco il protagonista è un bambino molto simpatico e temerario che proprio nel giorno dei morti decide di sfidare e rovesciare la tradizione di famiglia che lo vuole calzolaio, per seguire la sua indole di musicista. Miguel a seguito di un gesto inconsulto (decide di rubare la chitarra del grande Ernesto della Cruz), si ritrova con un pizzico di magia a vivere da vivo nel regno dei morti, dove ritrova i suoi cari ed ha possibilità di conoscere meglio la sua storia e la storia della sua famiglia per poi ritornare alla fine di questo rocambolesco viaggio alla vita di sempre, nella sua casa, con la sua famiglia ma con una maggiore consapevolezza, riportando pace, serenità e sanando vecchie ferite che si tramandavano di generazione in generazione. Il film ha un grande valore pedagogico perché con estrema dolcezza, delicatezza, rispetto e giocosità accompagna i bambini ad avvicinarsi ad un tema reale di forte impatto emotivo non soltanto per i bambini ma anche per gli adulti, in particolare per i genitori che fanno da contenitore alle emozioni dei propri bambini. Dunque, un bel film da guardare in famiglia, da cui prendere spunto, per riflettere, parlare, ragionare con i nostri figli, e creare insieme delle piccole ritualità per ricordare le persone care che non ci sono più, ma continuano a vivere con noi, parafrasando il film, ci osservano al di là di quel ponte magico fatto di petali arancioni e che nella notte del giorno dei morti , con un pizzico di magia, attraversano per tornare a trovarci…la strada dei petali arancioni, una dolce metafora per rappresentare agli occhi di un bambino, quei fili invisibili fatti di affetto e amore, quali i nostri legami affettivi che ci tengono uniti a chi ci ha lasciato ma continua a vivere in noi!